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Osservando la propaganda UDC sull’iniziativa del 25 Novembre, sedicente “sull’autodeterminazione”, viene da pensare una cosa: o pensano che siamo tutti scemi, o che siamo facilmente impressionabili. Perchè non si spiega altrimenti come si possa basare un’intera campagna su un cumulo di bugie, mistificazioni, volontarie confusioni fra un’istituzione e un’altra, e via dicendo. E diciamo volontarie perchè non abbiamo neanche il minimo dubbio che i signori dell’UDC scemi non siano, e che sappiano anzi benissimo cosa dicono, che mentano sapendo di mentire.

L’ultimo capolavoro di mistificazione ce lo regala la pagina Facebook dell’UDC Ticino, che pubblica un video, dal titolone altisonante: “L’Islam scende in campo a favore del NO”.

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E qui una mente pura e ingenua, sgombra da pensieri complessi e propensa alla fiducia verso affermazioni provenienti da una tale autorità, penserebbe: “Ma cosa vogliono questi qui? Che se ne vadano a casa loro!” e apporrebbe il suo bel SI sulla scheda. Perchè si sa: di questi tempi, se sei di destra e cerchi consenso, l’Islam è al secondo posto come parola Jolly dietro “clandestini” . E all’UDC Ticino, dato che cretini non sono, questo lo sanno bene.

Ma è vero che l’Islam, l’intero consesso dei musulmani in Svizzera, appoggia il NO?

Ovviamente neanche per idea. Il video prosegue, spiegando che il Consiglio centrale islamico svizzero invita a rifiutare l’iniziativa.

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Fermiamoci qui: cos’è il Consiglio Centrale islamico svizzero? (Islamische Zentralrat Schweiz, IZRS). Vi suona familiare, vero? Certo: perchè si tratta dell’organizzazione fondamentalista formata da svizzeri convertiti all’Islam nel 2009 dopo il voto negativo sull’iniziativa per i minareti, e presieduta dal famigerato Nicolas Blancho. Quel Nicolas Blancho autore di una serie di dichiarazioni al limite dell’indecenza, fra cui quell sul diritto degli uomini di picchiare le donne, e finito sotto processo a giugno davanti al Tribunale Penale Federale con l’accusa di propaganda per la Jihad: in quel caso Blanco fu assolto per insufficienza di prove, ma l’autore del video la cui diffusione è costata il processo, Naim Cherni, è stato condannato a 20 mesi sospesi. L’IZRS, per farla breve, è un’associazione di privati cittadini svizzeri, iscritta al registro di commercio di Berna, che dietro il paravento della diffusione della conoscenza dell’Islam in Svizzera porta avanti idee fondamentaliste ispirate al salafismo. Il Consiglio Centrale Islamico, attivo, lo ricordiamo, da meno di 10 anni, riscuote ben pochi successi nella comunità musulmana svizzera: lo studioso dell’Islam Tariq Ramadan lo ha definito “un fenomeno marginale”; è stato criticato dall’imam di Berna Mustafa Memeti, è disapprovato dai musulmani moderati in Svizzera, il Forum per l’Islam progressista di Zurigo ha chiesto la messa al bando delle sue attività, il Coordinamento delle Organizzazioni Islamiche Svizzera ha bocciato il suo progetto per la realizzazione di una grande moschea a Berna, la Federazione delle associazioni-ombrello islamiche lo considera “fazioso”, e, infine, il Consiglio di Stato di Zurigo ne ha vietato ogni attività pubblica. Soprattutto, come leggiamo sul sito della Confederazione, nel 2010 è stato escluso dal dialogo avviato dall’Ufficio Federale della Migrazione con la comunità islamica per le sue posizioni ambigue, se non apertamente favorevoli, sulla lapidazione e le mutilazioni genitali femminili. (leggi qui)

Insomma, per farla breve, l’opinione del Consiglio Centrale Islamico non rappresenta in alcun modo quella della comunità musulmana tout court in Svizzera, non ha nulla a che vedere con essa e non ne esprime le opinioni. Dire, come fa l’UDC (e chi condivide), che “l’Islam sostiene il NO” è nient’altro che una colossale mistificazione, una generalizzazione indegna. Per dirla in un modo comprensibile alle menti semplici e ingenue di cui sopra, è come se Helvetia Christiana (quelli del rosario contro il Gay Pride, ricordate?) dicesse che i gay vanno bruciati e allora il PS (per fare un esempio) scrivesse che “i cattolici vogliono bruciare i gay”: una mistificazione colossale che attribuisce, faziosamente, l’opinione di una ristretta minoranza ad un intero gruppo sociale. Come se, per rimanere sull’attualità di questi giorni, dopo l’ormai celebre video di Tuto Rossi (leggi qui), dicessimo che tutta l’UDC vuole più ne*ri in Val Di Blenio per mescolare il sangue: sarebbe falso, chiaramente.

Si chiama fare di tutta l’erba un fascio, ed è la fonte di ogni discriminazione: ma, come abbiamo avuto modo di vedere più volte, sembra che questa tattica paghi, in termini di consenso. Basta agitare uno spauracchio, presentare pochi elementi devianti come rappresentativi del tutto e voilà, folle urlanti e sbavanti al proprio servizio.

Ma chiudiamo con una nota che suona quasi umoristica. Secondo l’UDC, quale sarebbe il motivo per cui il Consiglio Centrale Islamico sosterrebbe il NO? Per paura che i diritti umani non vengano difesi? Per timore di una svolta islamofoba?
No.

Per poter costruire i minareti.

Ora, con tutto il rispetto per i signori dell’UDC che sono anche persone intelligenti: ma voi ve l’immaginate i musulmani in Svizzera che abbandonano la Jihad perchè sono impegnati a lottare per i minareti? Cioè, davvero: voi pensate a Muhammad, cellula nascosta nel canton Sciaffusa, che riceve la chiamata dall’ISIS e dice “No, califfo, scusami, non posso farmi saltare in aria a Zurigo, devo andare a comprare la calce per costruire il minareto dietro casa, il Paradiso può attendere”. Oppure il gruppo salafita in Ticino che ti tira su un minareto abusivo di cartongesso dietro Castelgrande: roba da perderci il sonno.

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Io spero, a questo punto,  l’UDC abbiano ragione: hai visto mai ci salviamo dal terrorismo con qualche quintale di mattoni e un po’ di sacchi di cemento?

L’articolo Le balle dell’UDC sull’Islam e l’autodeterminazione proviene da GAS – Quello che in Ticino non ti dicono.

Le balle dell’UDC sull’Islam e l’autodeterminazione

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