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In questi tempi bui in cui il razzismo, celato o meno, è stato ormai sdoganato a modus vivendi, codificato in decreti disumani, una scintilla di speranza ci viene dal diritto e dai suoi custodi. In assenza di un’opposizione credibile e compatta, magistrati indipendenti, fedeli servitori dello Stato mettono freni e barriere all’ondata razzista e ai rigurgiti di fascismo in nome della Legge, sconfessando la politica discriminatoria delle destre che spadroneggiano.

Ed è un vero e proprio schiaffo legale quello ricevuto dall’amministrazione comunale leghista di Lodi, al centro delle polemiche per l’esclusione dei bambini stranieri dalla mensa scolastica a seguito della modifica in senso, diciamolo, platealmente razzista del regolamento. Ai genitori dei bambini non europei, ricordiamo, per accedere alle agevolazioni economiche era stato chiesto di esibire documenti che provassero l’assenza di beni immobili nei Paesi d’origine, spesso difficili e costosi, se non impossibili da procurare. (leggi qui)

Oggi, i giudici del tribunale di Milano hanno accolto i ricorsi di alcune famiglie, condannando il comune di Lodi a modificare il regolamento incriminato e al pagamento di 5000 euro di spese processuali. Insomma, detto in poche parole, è stato stabilito che un’amministrazione pubblica, e quindi sostanzialmente lo Stato italiano, ha apertamente discriminato alcuni cittadini. Ed è la dimostrazione che il razzismo propugnato da Salvini e dai suoi sgherri si è ormai annidato nei gangli del potere, è diventato dottrina e norma di governo.

Di fronte a questa barbarie morale, l’esistenza di giudici ligi al dovere e obbedienti solo alla legge è una luce, seppur piccola, nelle tenebre. Accade a Lodi, come a Bari con la chiusura della sede di CasaPound e le indagini per ricostituzione del Partito fascista, accade a Sermine e Felonica, vicino Mantova con le durissime condanne chieste dall’accusa, fino a 20 anni di carcere, per il medesimo reato a carico degli esponenti della lista “Fasci italiani del lavoro” che alle passare elezioni erano riusciti a conquistare un seggio presentandosi con il simbolo del fascio littorio e un programma che ricalcava quello del Partito Nazionale Fascista. Sentenze e procedimenti giudiziari che servono a ricordare, e purtroppo ce n’è bisogno, che il razzismo e il fascismo non sono opinioni né idee rispettabili, ma crimini che uno Stato di diritto non può tollerare. Se ne facciano una ragione Salvini e i suoi lacchè: possono avere la maggioranza politica, possono twittare ogni tipo di spacconata, ma la Legge e il Diritto non gli appartengono.

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Lodi, lo schiaffo della legge al razzismo

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