Girando per i vari eventi WordPress (e non solo) in Italia, non appena il mio interlocutore viene a sapere che abito in  Ticino, la domanda scatta spesso quasi spontanea, a volte seria a volte a mo’ di battuta: ma se volessi aprire un’attività in Svizzera, come funziona?

In questo articolo cercherò di rispondere alle varie domande in modo abbastanza esaustivo, sulla base della mia esperienza personale e delle informazioni ricevute finora: cercherò di riassumere meglio che posso, rimandando poi ad altri siti per l’approfondimento. Qualche informazione potrebbe essere non del tutto esatta o non aggiornata, ma ci proviamo!

Domanda preliminare: come faccio per la lingua?

Per noi italofoni, il problema non si pone: in Svizzera si parla anche italiano, esattamente nel Canton Ticino, quello che confina con l’Italia (dove si trova Lugano, per dire..), e in parte del Canton Grigioni, cioè le zone confinanti con il Ticino e quelle al di sopra della provincia di Sondrio (da Livigno in su, insomma). E nel caso voleste andare oltre, a Zurigo, Basilea, e via dicendo, non preoccupatevi più di tanto: sono città di respiro internazionale in cui facilmente si parla inglese.

Come si avvia un’attività da freelance in Svizzera?

Precisiamo subito una differenza fondamentale rispetto all’Italia: in Svizzera, il lavoro cosiddetto “a partita IVA” NON ESISTE. Anzi, la partita IVA è obbligatoria solo se si ha un fatturato superiore ai 100’000 franchi (circa 87000 euro) all’anno. 

Per poter fatturare direttamente bisogna creare una ditta individuale.

L’attività da freelancer tramite ditta individuale si avvia annunciandosi, o come si dice esattamente, affiliandovi come indipendente all’Istituto Assicurazioni Sociali (IAS), che è un po’ l’omologo dell’INPS italiano: a questo indirizzo trovate il modulo per l’affiliazione.  Il modulo è di facile compilazione, ma richiede un elemento fondamentale: l’indicazione di una sede dell’attività in Svizzera. Eh si, perchè per iniziare, dovete avere ovviamente un indirizzo svizzero, che sia anche casa vostra, nel caso vi siate trasferiti, o l’ufficio che avete affittato o preso in prestito da un amico.

L’IAS, in base al fatturato previsto indicato sulla domanda, vi invierà presto da pagaregli acconti per i contributi sociali. Il consiglio, soprattutto se pensate di abitare in Svizzera, è di indicare una cifra che sia poco sopra il minimo vitale, diciamo circa 30000 franchi annui, per evitare dubbi sulle vostre capacità di mantenimento. Riceverete magari una prima fattura più alta, ma potrete rateizzarla, successivamente, in base alla vostra dichiarazione delle imposte, i contributi verranno adeguati.

Una volta compilata la domanda e inviata per posta, dovrete attendere la conferma da parte dell’IAS. Tenete una copia della domanda o procuratevi una ricevuta dell’invio, perchè si passa alla fase 2: la richiesta del permesso di dimora B o di lavoro G.


Mamma, vado a lavorare (da freelancer) in Svizzera!

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